Crisi energetica, Fesica: “L’UE ritrovi la solidarietà del periodo Covid, deroga al Patto di stabilità per salvare i salari”
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Crisi energetica, Fesica: “L’UE ritrovi la solidarietà del periodo Covid, deroga al Patto di stabilità per salvare i salari”

Mag 18, 2026

“Non si può finanziare la sicurezza militare e dimenticare la sicurezza economica delle famiglie”. L’Organizzazione chiede di superare i vincoli di bilancio anacronistici per frenare il crollo dei consumi

“Le regole finanziarie europee non possono trasformarsi in un dogma cieco di fronte alle emergenze reali che colpiscono il tessuto produttivo e sociale della nostra Nazione”. Lo dichiara in una nota stampa la Fesica, esprimendo pieno sostegno all’iniziativa politica assunta dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella lettera indirizzata alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

La Fesica, con il Segretario Generale Bruno Mariani, condivide l’urgenza stringente di estendere la flessibilità e le deroghe del patto di stabilità – attualmente concentrate sugli investimenti per la difesa – anche agli interventi straordinari contro il caro energia, al fine di non mettere a rischio l’attuazione del programma SAFE. Una linea di fermezza istituzionale, ampiamente ripresa in queste ore anche dai parlamentari della maggioranza come la senatrice Cinzia Pellegrino, che trova una forte sponda e convergenza nelle preoccupazioni che attraversano il mondo del lavoro a livello confederale.

“Come Fesica sosteniamo da tempo che i vecchi parametri di austerità vadano superati. L’Europa ha il dovere di esercitare un ruolo proattivo e di vera solidarietà, recuperando quello straordinario spirito di coesione già dimostrato durante l’emergenza covid. Di fronte al persistere della crisi energetica è indispensabile agire nell’immediato, ma con una chiara visione di prospettiva: non si può finanziare la sicurezza militare e dimenticare la sicurezza economica delle famiglie. Continuare a proteggere passivamente vincoli di bilancio anacronistici frena la coesione sociale, spegne la competitività industriale e vanifica gli sforzi per la salvaguardia dei salari”.

Per evitare pericolose asimmetrie nel mercato unico e un’insostenibile contrazione dei consumi, la Fesica insiste sulla necessità di una governance comunitaria che metta al centro il protagonismo del lavoro e la tenuta sociale del Paese. Al contempo, il sindacato autonomo esorta a guardare alla vera radice geopolitica delle tensioni che destabilizzano i mercati delle materie prime.

“Accanto allo scudo finanziario che Bruxelles ha il dovere di concedere – conclude l’Organizzazione sindacale – la Fesica sollecita formalmente il Governo italiano a farsi promotore attivo, in sede comunitaria e internazionale, di un’iniziativa di fine e determinata diplomazia volta a disincentivare il proseguimento del conflitto bellico con la Russia. Fermare le ostilità e avviare la stabilizzazione geopolitica dell’Europa orientale rappresenta l’unica, vera riforma strutturale in grado di abbattere in modo definitivo i costi energetici, restituendo stabilità ai mercati e reale serenità ai lavoratori”.