Musei civici di Trieste: nuova battaglia legale Fesica contro la cooperativa Cristoforo
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Musei civici di Trieste: nuova battaglia legale Fesica contro la cooperativa Cristoforo

Mag 20, 2026

La Fesica torna all’attacco e deposita una nuova denuncia al Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Trieste contro la Cooperativa “Cristoforo” di Pontassieve, l’ente che attualmente gestisce i servizi al pubblico nei Civici Musei cittadini. La tensione è alta, tanto che il Giudice ha già fissato la relativa udienza per la mattinata di giovedì 4 giugno alle ore 9:30, presso il Palazzo di Giustizia. Non si tratta di un fulmine a ciel sereno: la cooperativa era infatti già stata condannata lo scorso 12 febbraio per condotta antisindacale, ma secondo i rappresentanti dei lavoratori l’atteggiamento della dirigenza non è affatto cambiato.

Al centro della nuova azione legale c’è una grave mancanza di trasparenza. Il Segretario regionale Filippo Caputo denuncia in particolare la decisione della cooperativa di “secretare” gli orari e i turni di lavoro dei dipendenti, che prima venivano esposti pubblicamente e che ora vengono comunicati esclusivamente ad personam. Questo comportamento nega alle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA) il diritto di ispezione, violando apertamente l’articolo 9 dello Statuto dei Lavoratori e il contratto collettivo nazionale “Multiservizi”, norme nate proprio per garantire il rispetto di turni regolari, riposi e pause pranzo a tutela della salute dei lavoratori.

A questa barriera informativa si somma la denuncia di un clima aziendale fattosi insostenibile, descritto dal sindacato come un contesto di forti pressioni e intimidazioni psicologiche. Tra le accuse figurano episodi di mobbing, mancate pause e persino il licenziamento illegittimo di una lavoratrice fragile; una situazione esasperata che ha già spinto diversi dipendenti iscritti al sindacato a rassegnare le dimissioni per sfinimento.

In questo scenario complesso, la Fesica punta il dito anche contro il perdurante immobilismo del Comune di Trieste in qualità di stazione appaltante. Nonostante il sindacato abbia fornito un dettagliato dossier tecnico-giuridico e sollevato la questione durante la Conferenza dei Capigruppo di inizio aprile, l’amministrazione comunale appare bloccata. Secondo Caputo, si sta assistendo a un cortocircuito interno all’Ente: se da un lato la “parte politica” si mostra attenta e sensibile a una soluzione positiva, dall’altro i vertici tecnici e amministrativi stanno adottando un atteggiamento frenante e dilatorio, rallentando l’applicazione di controlli e sanzioni.

Mentre si attende il verdetto del Giudice, lo sguardo è già rivolto al futuro, con l’auspicio che alla scadenza naturale dei tre anni di appalto si possa passare a un contratto migliore e più tutelante, come il “Federculture”. Nel frattempo, Fesica Confsal ha chiarito che non rimarrà a guardare ed è già pronta a mettere in campo ogni forma di mobilitazione legittima, inclusi eventuali scioperi in piazza dell’Unità, per difendere i diritti e la dignità dei lavoratori dei musei triestini.