Bosnia-Erzegovina, cordoglio per la morte dei militari e operatori italiani: “La sicurezza di chi opera per la collettività sia sempre la massima priorità”
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Bosnia-Erzegovina, cordoglio per la morte dei militari e operatori italiani: “La sicurezza di chi opera per la collettività sia sempre la massima priorità”

Ott 30, 2026

“Non basta celebrare il sacrificio: bisogna onorarlo pretendendo che ogni operazione sia circondata dal massimo livello di tutela possibile. Oggi ci fermiamo in silenzio, ma con la consapevolezza che la dignità, i diritti e la sicurezza di chi opera per il bene comune devono rimanere al centro dell’agenda del Paese”

La Fesica Confsal esprime il proprio profondo e sincero cordoglio per la tragica scomparsa di Simone Ruggia e Claudio Marchesi, militari dell’Esercito Italiano, e di Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, vittime del drammatico incidente elicotteristico avvenuto a Brčko, in Bosnia-Erzegovina, nell’ambito della missione internazionale EUFOR Althea. 

“Ai feriti – ha detto il Segretario Generale Bruno Mariani a nome di tutti i dirigenti sindacali – rivolgiamo un augurio fraterno di pronta guarigione. Di fronte a una simile tragedia, il nostro pensiero si stringe attorno alle famiglie delle vittime e a tutti i colleghi che ogni giorno, indossando una divisa o operando sotto le insegne della solidarietà internazionale, mettono a disposizione la propria professionalità per la pace e il soccorso umanitario”.

“Come organizzazione, riteniamo che questa immane perdita imponga una riflessione che va oltre il momento del dolore. Chi lavora in contesti operativi difficili, ad alto rischio e distanti dai confini nazionali — che si tratti di personale delle Forze Armate o di operatori dell’emergenza e della sanità — incarna il valore più alto del lavoro al servizio del Paese. Particolarmente per noi – spiega Mariani -, il concetto di sicurezza sul lavoro non conosce eccezioni. La tutela dell’incolumità di chi serve lo Stato, la garanzia di standard tecnologici e operativi impeccabili e la protezione dei lavoratori impegnati in missioni complesse devono rappresentare un impegno inderogabile e permanente delle istituzioni”.

“Non basta celebrare il sacrificio: bisogna onorarlo pretendendo che ogni operazione sia circondata dal massimo livello di tutela possibile. Oggi ci fermiamo in silenzio, ma con la consapevolezza che la dignità, i diritti e la sicurezza di chi opera per il bene comune devono rimanere al centro dell’agenda del Paese”, conclude il Segretario Generale.