Governance Acea: Tante poltrone per la politica, risposte zero per i lavoratori
C’è qualcosa di profondamente stonato nelle ultime vicende che riguardano la governance di Acea Spa, una società quotata in Borsa la cui maggioranza azionaria è in mano al Comune di Roma e che ha quindi responsabilità ben diverse da quelle di un normale gruppo privato. Eppure, alla vigilia dell’Assemblea Straordinaria del prossimo 29 settembre, il dibattito attorno all’azienda non si concentra sui piani industriali, sulla qualità dei servizi o sul futuro dei dipendenti, bensì su un’intensa partita di potere fatta di posti in consiglio di amministrazione e bilanciamenti azionari.
Da un lato, il socio pubblico propone di portare da 13 a 14 i componenti del CdA della holding, una mossa priva di apparenti ragioni operative che rischia solo di tradursi nell’assegnazione dell’ennesima poltrona politica. Dall’altro, il socio privato di minoranza, forte di appena il 5,4%, rilancia chiedendo un quindicesimo consigliere e la modifica dello statuto per alzare dall’8% al 12% il tetto dei propri diritti di voto. Un intreccio che insidia la tutela della gestione pubblica di asset vitali, dal patrimonio agli utili, fino ai grandi appalti del territorio come il Termovalorizzatore o il raddoppio del Peschiera. Un disegno che si riflette anche nella neonata Evolution, società interamente controllata da Acea su cui sono già confluiti settori strategici come Acquisti, Appalti e Compliance, e il cui statuto già contempla la possibilità di aprire il capitale a soggetti privati.
Mentre per la ridistribuzione dei posti di comando si trovano soluzioni a tempo di record, la dirigenza aziendale e le istituzioni sembrano invece dimenticarsi della realtà vissuta dal personale. I dipendenti si ritrovano ancora una volta alla vigilia dell’ennesima proroga trimestrale dello smart working senza una disciplina stabile e programmata, i lavoratori usciti prima della pausa estiva tramite isopensione sono ancora in attesa del primo assegno, e le politiche meritocratiche del 2026 ripropongono logiche discrezionali già ampiamente denunciate in passato.
Di fronte a questo scenario, la RSA Fesica Confsal Acea chiede risposte chiare, documenti e garanzie immediate prima che si proceda a modificare statuti e ad aprire ulteriori spazi ai privati. Il socio pubblico, nella persona del Sindaco Roberto Gualtieri, è chiamato a esprimersi chiaramente sul futuro dell’azienda, delle sue attività strategiche e della tutela dei suoi lavoratori, tenendo a mente anche il valore imprescindibile espresso dal corpo elettorale nel referendum sull’Acqua Pubblica del 2011.



