Sanità Abruzzo, vertenza Asl 1: la Fesica spinge sull’internalizzazione e replica agli idonei del concorso
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Sanità Abruzzo, vertenza Asl 1: la Fesica spinge sull’internalizzazione e replica agli idonei del concorso

Ago 3, 2026

Nessuno scontro tra lavoratori, ma la corretta applicazione delle norme di legge per superare anni di precariato nel servizio sanitario pubblico. È questo il senso dell’intervento di Marcello Vivarelli, segretario regionale della Fesica Abruzzo, sulla vertenza che coinvolge il personale dei servizi amministrativi e tecnici esternalizzati della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Il dibattito vede contrapposti, sul piano del confronto pubblico, i diritti degli idonei delle graduatorie concorsuali – rappresentati dalle recenti esternazioni dell’avvocato Giuseppe De Matteis – e i lavoratori in appalto che da anni, in alcuni casi da quasi due decenni, garantiscono la continuità delle attività amministrative della Asl.

Il nodo normativo della Legge di Bilancio. Al centro della questione c’è l’estensione delle procedure di internalizzazione prevista dalla legge di Bilancio 2026 (che ha modificato la legge 234/2021). La norma consente alle aziende sanitarie di avviare selezioni pubbliche riservando fino al 50% dei posti al personale già impiegato nei servizi in appalto che abbia maturato almeno 18 mesi di servizio (di cui 6 durante l’emergenza Covid tra il 2020 e il 2025).

Non si tratta di assunzioni dirette o di automatismi privi di controllo“, precisa Vivarelli, “ma di concorsi pubblici regolamentati dal Parlamento per valorizzare chi ha sostenuto la sanità nei momenti più critici“.

Nessuna incompatibilità con gli idonei. La Fesica respinge l’idea che l’internalizzazione leda i diritti di chi è presente nelle graduatorie concorsuali. Secondo il sindacato, si tratta di due istituti giuridici distinti e non sovrapponibili: gli appalti incidono sulle spese per beni e servizi e non sul tetto del personale, mentre i processi di reinternalizzazione generano economie di scala che, per legge, possono rialimentare la capacità assunzionale dell’azienda.

Inoltre, la quota del restante 50% dei posti non riservata agli esterni rimane destinata alle ordinarie procedure di reclutamento, aprendo potenzialmente ulteriori spazi anche per gli idonei.

Nessuna scadenza a fine 2026. Il sindacato fa chiarezza anche sui limiti temporali della norma: il termine del 31 dicembre 2025 riguarda esclusivamente il periodo entro cui i lavoratori devono aver maturato l’esperienza Covid richiesta per partecipare ai bandi, e non una data di scadenza per l’avvio delle procedure da parte delle Asl.

Stato di agitazione proclamato. La Fesica, insieme ad altre OO.SS, ha già proclamato lo stato di agitazione per sollecitare la Asl 1 all’applicazione delle norme di legge. “L’obiettivo – conclude Vivarelli – non è togliere tutele a qualcuno, ma superare la precarietà, efficientare i servizi e fermare un’inutile ‘guerra tra poveri’ dettata da letture errate della norma”.