Guardie particolari giurate e servizi fiduciari: la domanda cresce, ma mancano i lavoratori. La Fesica: “Inutile cercare addetti se non si aumentano gli stipendi”
Nazionali

Guardie particolari giurate e servizi fiduciari: la domanda cresce, ma mancano i lavoratori. La Fesica: “Inutile cercare addetti se non si aumentano gli stipendi”

Lug 30, 2026

Gli istituti arrivano a rifiutare contratti milionari per carenza di organico. Il sindacato denuncia: contratti nazionali inadeguati e retribuzioni insufficienti sono la vera causa della paralisi del comparto

Il settore della vigilanza privata e dei servizi fiduciari si trova al centro di un paradosso strutturale mai visto prima. Da un lato si registra una richiesta massiccia e senza precedenti di Guardie Particolari Giurate e addetti alla sicurezza da parte dei committenti, dall’altro la totale incapacità del mercato di soddisfare tale domanda. Una sofferenza d’organico diventata così acuta da costringere diversi datori di lavoro a compiere un gesto clamoroso: rinunciare all’aggiudicazione di appalti ricchi e fortemente convenienti per l’impossibilità oggettiva di coprire i turni di servizio.

“Siamo di fronte a un vero e proprio corto circuito economico e sociale. Non ci troviamo davanti a una generica ‘assenza di vocazione’ da parte dei lavoratori, ma alle conseguenze dirette di anni di retribuzioni insufficienti e contratti nazionali inadeguati. Pretendere di attrarre e trattenere personale offrendo trattamenti economici che sfiorano la soglia della sussistenza è una pretesa del tutto irrealistica”, dichiara la Fesica, sindacato autonomo del settore privato.

Per la sigla sindacale autonoma, il nodo centrale risiede nell’ostinato rifiuto di intervenire sui livelli retributivi basilari. Nonostante il costante aumento dei volumi d’affari e l’incremento della domanda di sicurezza, il comparto continua a reggersi su CCNL caratterizzati da minimi tabellari del tutto sproporzionati rispetto all’inflazione, al costo della vita e alle reali responsabilità professionali richieste agli operatori, esposti quotidianamente a rischi elevati e ad orari fortemente flessibili.

“La misura è colma e i fatti lo dimostrano: quando un’azienda sceglie di rinunciare ad appalti milionari pur di non dover rivedere i salari al rialzo, significa che il modello contrattuale del settore è giunto al capolinea. Continuare ad applicare accordi con compensi orari ridotti all’osso equivale a condannare il comparto all’estinzione operativa. Non si può continuare a scaricare il costo della competitività esclusivamente sulle spalle dei lavoratori con ‘mancette’ simboliche”, prosegue la nota del sindacato.

La Fesica evidenzia come la fuga dal settore non sia una fatalità, ma una scelta razionale dei lavoratori che abbandonano mansioni gravose e mal retribuite in favore di impieghi in altri settori capaci di garantire maggiore dignità salariale e una reale conciliazione con la vita privata. Per sbloccare la situazione occorre abbandonare la logica del massimo ribasso nelle gare d’appalto e riaprire immediatamente un tavolo di negoziazione incentrato sull’incremento sostanziale della retribuzione base. 

“Chiediamo un immediato cambio di rotta alle associazioni datoriali e alle istituzioni della committenza. La soluzione alla mancanza di personale non si trova con espedienti né con appelli al senso del dovere, ma alzando le retribuzioni nette in busta paga. Senza un serio e immediato adeguamento salariale, la crisi d’organico si trasformerà in una paralisi definitiva del settore della vigilanza e della sicurezza sussidiaria”, conclude la Fesica.