Acea, RSA Fesica Confsal: “Compensi d’oro ai vertici e sacrifici per i lavoratori. Gualtieri intervenga sul salario massimo”
La RSA Acea Fesica Confsal scende duramente in campo contro i compensi milionari dei vertici aziendali, chiedendo un intervento immediato del Sindaco Gualtieri sul principio del “salario massimo”. In un’azienda che gestisce servizi pubblici essenziali e regolati come acqua ed energia, protetta e garantita dalle tariffe pagate dagli utenti, il sindacato definisce inaccettabile il divario tra la dirigenza e i lavoratori.
“Appare sempre più incomprensibile e ingiustificabile assistere a compensi milionari destinati ai vertici aziendali mentre ai lavoratori vengono richiesti quotidianamente responsabilità, produttività e continui sacrifici” , dichiara la RSA Fesica Confsal in Acea. “I circa 2,5 milioni di euro riconosciuti nel 2025 all’Amministratore Delegato – nello specifico un totale di 2.552.000 euro composto da 775mila euro di fisso, 511mila di variabile a breve termine, 507mila a lungo termine, 30mila di benefit e un bonus straordinario di 730mila euro – rappresentano una cifra priva di qualsiasi giustificazione economica, morale e sociale. È una sproporzione impressionante se confrontata con la retribuzione media dei dipendenti di circa 50mila euro annui, che equivale ad appena il 2% dello stipendio dell’AD, e che mortifica ogni giorno chi garantisce concretamente il funzionamento dell’azienda”.
Il sindacato punta il dito anche sui “premi faraonici” deliberati dal CdA per le vendite dell’Alta Tensione a Terna e di Acea Energia ad Eni Plenitude: si parla di “730mila euro per l’AD, 250mila per il Presidente e ben 1.260mila euro cumulati per i dirigenti apicali”.
“Una pioggia di denaro giustificata dai risultati sui ricavi che contrasta nettamente – spiega il sindacato autonomo – con la reale situazione della posizione finanziaria netta di Acea, gravata da circa 5 miliardi di euro di debito senza che siano state chiarite pubblicamente le coperture patrimoniali”. Per Fesica Confsal, il Comune di Roma deve assumersi la responsabilità di fare trasparenza prima di procedere a nuove nomine o riconferme. Viene inoltre contestato il millantato miglioramento del “benessere aziendale”, smentito dal fatto che il tanto atteso accordo strutturale sullo smart working è stato evitato e sostituito da soluzioni temporanee volte alla sua progressiva eliminazione.
“La situazione della governance sta assumendo contorni paradossali”, conclude la nota sindacale. “L’attuale AD resta al suo posto dopo il mancato approdo ad altri incarichi nel settore bancario e viene ora affiancato da un nuovo Presidente esecutivo che doveva originariamente ricoprire proprio il ruolo di AD: una sovrapposizione di ruoli che rischia solo di alimentare una rincorsa a compensi sempre più alti, mentre ai lavoratori si continua a parlare di rigore e contenimento dei costi. Il Sindaco ha oggi il dovere di esercitare una chiara moral suasion : non è più tollerabile assistere a questi giochi di equilibrio ai vertici mentre chi manda avanti davvero l’azienda vede rinviati diritti, welfare e reali politiche di valorizzazione del lavoro”, concludono la RSA Fesica Confsal in Acea.



