Terzo settore: il rinnovo del CCNL tiene insieme tutele, flessibilità e innovazione. Scopri i dettagli
Dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2029 il contratto collettivo nazionale “per i dipendenti delle associazioni e delle altre organizzazioni del Terzo settore” amplia il proprio raggio d’azione e introduce una disciplina pensata per un comparto sempre più articolato. La sfida è trasformare la frammentazione delle attività associative in un quadro comune di diritti, responsabilità e strumenti organizzativi
Nel Terzo settore convivono oggi assistenza, formazione, sanità, cultura, sport, tutela ambientale, raccolta fondi e altre attività. In questo contesto si inserisce il nuovo CCNL per i dipendenti delle associazioni e delle organizzazioni del Terzo settore, sottoscritto il 14 settembre 2026, con validità dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2029.
Il contratto è firmato, per la parte datoriale, da ConfimpreseItalia, AiFOS, Assoesercenti, ITAL PMI, UCI, UNCI e Valitalia PMI; per i lavoratori da FESICA. L’obiettivo è offrire una cornice unitaria a realtà diverse, regolando non solo retribuzioni e rapporti di lavoro, ma anche relazioni sindacali, bilateralità, formazione, welfare e innovazione.
Il campo di applicazione è ampio e comprende associazioni, enti di formazione, fondazioni, organizzazioni culturali e sportive, realtà assistenziali, sanitarie, ambientalistiche e di promozione territoriale. Il raccordo con la tassonomia ATECO mira a rendere più chiaro il perimetro del contratto e a ridurre l’incertezza nell’individuazione degli enti interessati.
Un ruolo centrale è attribuito all’Ente Bilaterale, chiamato a occuparsi di occupazione, formazione, qualificazione professionale, sostegno al reddito, politiche attive, certificazione dei contratti e conciliazione delle controversie. Sono previsti anche un Osservatorio nazionale e organismi territoriali per monitorare il mercato del lavoro e i fabbisogni professionali.
Il CCNL introduce due livelli di contrattazione: nazionale e di secondo livello, territoriale o aziendale. Quest’ultima può intervenire su premi di produzione, orari, turnazioni, welfare, formazione, gestione delle crisi, salute e sicurezza, pari opportunità, tirocini e organizzazione del lavoro.
L’orario ordinario è fissato in 40 ore settimanali, con possibilità di arrivare fino a 48 ore nei periodi di maggiore attività, a condizione che sia previsto il recupero entro 52 settimane. La banca ore e la banca ore formazione consentono di trasformare il lavoro straordinario in riposi o percorsi di aggiornamento e qualificazione.
Particolare attenzione è dedicata all’intelligenza artificiale. Il contratto richiama i principi di centralità della persona, dignità del lavoro, trasparenza, equità e supervisione umana. Sono previste procedure di informazione e consultazione sui cambiamenti tecnologici, sulla formazione e sugli effetti dell’IA sull’organizzazione e sui carichi di lavoro.
Sul fronte del welfare, il contratto prevede previdenza complementare, assistenza sanitaria integrativa, lavoro agile, banca ferie solidali, congedi, tutela delle donne vittime di violenza, permessi studio e misure di sicurezza. In caso di mancato versamento dei contributi, sono previsti specifici elementi distinti della retribuzione: 40 euro lordi mensili per la sanità integrativa e 30 euro lordi mensili per la bilateralità.
Rilevante è anche la disciplina del cambio di appalto, che introduce obblighi di informazione, trasferimento dei dati sui lavoratori e confronto con le rappresentanze sindacali. In presenza di condizioni sostanzialmente invariate, il subentrante deve impegnarsi a garantire la continuità occupazionale, tutelando competenze, anzianità e diritti maturati.
Nel complesso, il “nuovo” CCNL mira a valorizzare il lavoro nel Terzo settore come elemento essenziale della qualità dei servizi. La sua efficacia dipenderà dall’applicazione concreta delle norme, dal funzionamento della bilateralità, dalla trasparenza dei versamenti e dalla capacità di trasformare formazione, welfare, partecipazione e innovazione responsabile in strumenti effettivi di crescita e tutela.
Rogero Fiorentino



