Lazio, Defr 2027-2029: Fesica audita in Regione
La commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio della Regione Lazio, presieduta da Marco Bertucci (FdI), ha svolto due audizioni sulla proposta di deliberazione consiliare n. 60 del 26 giugno 2026, relativa all’approvazione del Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2027-2029.
Nella prima sessione, svolta nella mattinata, la quarta commissione ha incontrato le organizzazioni sindacali e le associazioni di promozione sociale, alla presenza dell’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione economica, Giancarlo Righini.
Le organizzazioni sindacali hanno espresso un giudizio complessivamente positivo sul percorso di risanamento dei conti regionali e sui risultati raggiunti nella riduzione del debito e nel riequilibrio della finanza regionale, evidenziando al tempo stesso la necessità che le nuove disponibilità finanziarie siano destinate a interventi a favore di famiglie, lavoratori, pensionati e imprese.
Tra i temi maggiormente richiamati dalla FESICA figurano la riduzione della pressione fiscale regionale, il rafforzamento del fondo ‘taglia tasse’, il sostegno ai redditi medio-bassi, il rifinanziamento delle politiche sociali, delle misure per la casa e del fondo affitti, nonché maggiori investimenti nel settore sanitario, con particolare attenzione alla riduzione delle liste d’attesa, al superamento del precariato, alle assunzioni e alla valorizzazione economica e professionale del personale.
Si sono inoltre sollecitati interventi a favore dell’occupazione e della qualità del lavoro, del sistema produttivo e delle aree industriali in crisi, a partire dal territorio di Cassino, il rafforzamento delle politiche formative e delle competenze, anche in relazione agli effetti dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro, oltre a misure per la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese e per la valorizzazione delle province, dei piccoli comuni e delle aree interne.
Nel suo intervento conclusivo, l’assessore Giancarlo Righini ha sottolineato come, dopo una prima fase caratterizzata dalla necessità di mettere in sicurezza i conti, la Regione possa ora iniziare a valutare una politica di bilancio maggiormente espansiva. “Il rendiconto 2025 – ha detto Righini – certifica un risultato di amministrazione positivo pari a 321 milioni di euro e il terzo esercizio consecutivo chiuso con un utile nel settore sanitario. Risultati che permetteranno alla Regione di presentare ufficialmente l’istanza per l’uscita dal piano di rientro sanitario, condizione indispensabile per poter intervenire sull’addizionale dello 0,5 per cento collegata al piano stesso”. Secondo Righini, l’obiettivo indicato dalla Giunta resta quello di rafforzare progressivamente il fondo ‘taglia tasse’, ampliando la platea dei beneficiari e concentrando gli interventi sui redditi più bassi e sulle famiglie maggiormente esposte alla perdita di potere d’acquisto.
“Le misure finora adottate – ha detto l’assessore – hanno consentito di confermare l’esenzione totale dall’addizionale regionale per i redditi fino a 28 mila euro e un’agevolazione per la fascia compresa tra 28 mila e 35 mila euro. Qualora si rendessero disponibili ulteriori risorse, la Regione potrebbe valutare l’estensione dell’esenzione fino a 35 mila euro, con l’obiettivo di sostenere i consumi delle famiglie e contrastare gli effetti dell’inflazione”.
Nel pomeriggio, si è svolta l’audizione con le Organizzazioni Datoriali e le Associazioni degli Enti locali, alla presenza anche della vicepresidente della Regione, Roberta Angelilli, titolare delle deleghe allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria, Internazionalizzazione.
Per le organizzazioni datoriali, sono intervenuti: Associazione generale cooperative italiane (Agci) Lazio; Associazione nazionale costruttori edili (Ance) Lazio; Associazione nazionale per l’industria e il territorio (Anpit Lazio); Confederazione nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa (Cna) Lazio; Confartigianato imprese Lazio; Confcommercio Lazio; Confcooperative Lazio; Legacoop Lazio; Unicoop; Unindustria. Per gli enti locali: Anci Lazio e Upi lazio. Tutti hanno apprezzato il Defr e hanno richiesto maggiore attenzione per la riduzione fiscale.
La vicepresidente Roberta Angelilli, nelle conclusioni finali, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’assessore Righini, “che – ha detto – ha un valore di sistema, sia in termini di riduzione del debito e sia per la disponibilità immediata delle risorse. Un fatto rilevante anche sotto l’aspetto della reputazione”. Lo stesso Giancarlo Righini ha parlato di “riqualificazione della spesa regionale”, di risanamento dei conti e di riduzione del debito. Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato la cosiddetta seconda fase della cancellazione del Fondo anticipazioni di liquidità, il FAL. “L’operazione – ha spiegato l’assessore – potrebbe liberare per il Lazio risorse per circa 578 milioni di euro. L’orientamento della Giunta sarebbe quello di destinare metà della somma alla riduzione della pressione fiscale e metà agli investimenti, in modo da sostenere contemporaneamente i redditi delle famiglie, la crescita economica e la capacità di spesa degli enti locali.
Sul versante degli investimenti, Righini ha richiamato il rischio legato alla conclusione della spinta propulsiva del Pnrr tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. In particolare, alcuni comuni – soprattutto quelli più piccoli – potrebbero incontrare difficoltà nel completare gli interventi nei tempi previsti, con il pericolo di lasciare opere incompiute e di far ricadere sui bilanci comunali le obbligazioni assunte nei confronti delle imprese. “Le eventuali risorse aggiuntive – ha osservato l’assessore – potrebbero essere impiegate anche per accompagnare gli enti locali nel completamento delle opere e garantire continuità agli investimenti.
Oltre al presidente Bertucci, alla seconda audizione hanno partecipato i vicepresidenti della quarta commissione, Cosmo Mitrano (Forza Italia) ed Emanuela Droghei (Pd), e i consiglieri: Daniele Sabatini, Edy Palazzi, Vittorio Sambucci, Marika Rotondi, Maria Chiara Iannarelli, Giulio Menegali Zelli (tutti di Fratelli d’Italia); Giorgio Simeoni (Forza Italia); Laura Cartaginese (Lega); Mario Luciano Crea (Lista Civica Rocca); Luciano Nobili, Marietta Tidei (entrambi di Italia Viva); Adriano Zuccalà (M5s); Claudio Marotta (Verdi e Sinistra); Alessandra Zeppieri (Polo Progressista).
Martedì 21 luglio inizierà l’esame dell’articolato dei provvedimenti economici.



